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Conclusioni

L’attenta analisi dei disturbi alimentari ci svela che esistono delle ulteriori varianti, forme meno note di patologie in costante crescita:

i disordini alimentari originali ed anomali

  • Disturbo del comportamento alimentare aspecifico: il soggetto ha un’alimentazione equilibrata, il peso è generalmente compreso entro i parametri normali del BMI (Indice di Massa Corporea), ma si procura vomito dopo i pasti per ottenere un ulteriore calo di peso.
  • Exerciting: il soggetto, pur alimentandosi in modo equilibrato, ha l’ossessione di bruciare calorie ricorrendo ad un’intensa attività fisica (frequenta la palestra quotidianamente o si sottopone ad estenuanti sedute di cyclette). L’obiettivo è mantenere un peso ideale o leggermente inferiore e di avere un corpo atletico invidiabile. La cultura della figura tonica e sportiva nasconde una sorta di anoressia mascherata.
  • Nibbling: sbocconcellare continuamente il cibo, senza saziarsi e senza assumere un pasto normale. Queste trasgressioni avvengono nel corso dei lunghi pomeriggi davanti al televisore in preda alla noia o nelle ore dedicate alla preparazione dei pasti per la famiglia. Generalmente non esiste un vero problema di peso ma una leggera depressione o una crisi di ansia. Il peso non è elevato perché inizialmente vengono scelti alimenti poco calorici come frutta, verdura, alimenti “light”, ma alla lunga, le quantità aumentano, variano gli spuntini e si ingrassa.
  • Vomiting: la persona mangia in modo compulsivo attuando abbuffate seguite da episodi di vomito, in tal modo, pur permettendosi di godere del piacere del cibo, non ingrassa o è poco in sovrappeso.
In Italia circa due milioni e mezzo di persone sono colpite da tali forme a rapida espansione,

ma solo il 10-15 % è in terapia.

L’informazione di massa deve migliorare per aiutarle a trovare medici, psicoterapeuti e terapie efficaci che allevino le loro sofferenze.

Ovviamente ogni processo terapeutico che scava a fondo nella psiche del soggetto disturbato ha i suoi vantaggi e i suoi svantaggi che vanno indagati e discussi.

Infatti l’esagerato consumo di alimenti è un campanello d’allarme perché agisce come valvola di sfogo in coloro che hanno la psiche disturbata (paure, sentimenti repressi, frustrazioni, traumi infantili, anche sessuali, abbandoni, delusioni amorose).

Siamo di fronte ad una patologia di lunga durata, di tipo CRONICO.

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Fare una diagnosi di disturbo del comportamento alimentare non è semplice per uno specialista con esperienza nel trattamento dei disturbi alimentari.

Le aree da valutare sono numerose e solo una buona relazione terapeutica basata su stima, empatia, fiducia può illuminare il percorso diagnostico e terapeutico.

Molte persone non sanno di essere affette da Binge Eating Disorder : sono semplicemente convinte di essere sovrappeso o obese e di essere terribilmente golose o pasticcione.

Per aiutarle è utile proporre loro un test di valutazione.

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Nella società del III° millennio l’immagine è basilare, è tutto.

Milioni di persone sono preoccupate del proprio aspetto fisico.

Da qui il mercato del dimagramento : diete, centri estetici, strutture per scolpire il proprio corpo,la crema rassodante, quella dimagrante, quella contro la cellulite…. Dimagrire non è un problema : questo è il messaggio tra le righe.

Affermazioni come questa sono una trappola : il corpo non è un blocco di marmo che può essere scolpito dall’artista a suo piacimento.

Molte donne assecondano questo gioco al massacro impegnandosi in diete allucinanti, da fame, con il solo risultato di uscirne sconfitte.

Infatti tutte coloro che non riescono a concludere una dieta, subito dopo si impegnano a seguirne un’altra più drastica, più squilibrata, con l’unico risultato di trovarsi invischiata nel vortice delle abbuffate cadendo nella nuova malattia del 3° millennio: il Binge Eating Disorder.

Per tali persone dimagrire non sempre è il primo obiettivo corretto: è necessario dapprima iniziare una cura con un terapeuta esperto in questi disturbi, con l’obiettivo di smettere la abbuffate.

Sarà una strada lunga, irta di difficoltà, ma la mia esperienza personale mi dice che è possibile guarire.

Solo in un secondo tempo si penserà a dimagrire. E’ questo il miglior consiglio che posso dare a chi si abbuffa e soffre in silenzio per un rapporto alterato col cibo.
 

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