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Guarire o non guarire?
L’uscita dalle sabbie mobili del
Disturbo Alimentare
è condizionata dalla
MOTIVAZIONE
della paziente...

...e soprattutto
dall’ abbandono della
AMBIVALENZA.

Spesso la paziente BINGE EATER ha intenzioni
AMBIGUE:
da una parte vorrebbe guarire ed essere capace di controllare il cibo e
non esserne più schiava, in altre parole riuscire a dimagrire,
dall’altra si accontenterebbe di un
controllo minimo,
mantenendo il piacere della periodica perdita di controllo.
Troppo comodo!
L’AMBIVALENZA
è una forza potente che immobilizza, trattiene nel dubbio...

Vorrebbe essere aiutata a
CAMBIARE,
ma il cambiamento vuol dire rinunciare al piacere delle fughe nel cibo
(le sue coccole solitarie).
BH68
D’altra parte è frequente incontrare molte persone con bellissimi sogni
nel cassetto sui quali fantasticano
ma solo pochi li realizzano.
E’ frequente incontrare molte persone che sognano di dimagrire
seguendo una dieta, di iscriversi in palestra
ma solo pochi perseverano oltre le due settimane!!
In questa patologia da soli non si va da nessuna parte!
Si soffre soltanto.

Senza l’aiuto di un Dietologo specializzato in Disturbi Alimentari
non c’è scampo.
Quando una paziente affetta da Binge Eating afferra e ingurgita una tavoletta di cioccolata si attiva nel cervello
la produzione di Dopamina, un neurotrasmettitore cerebrale
che dona piacere e benessere.

Ne consegue che la psiche vuole ripetere
questa esperienza piacevole
ed attiva una serie di meccanismi mentali e comportamentali che portano, poco alla volta, alla ricerca spasmodica
del cibo incriminato
(perché il suo utilizzo dona uno STATO SUB EUFORICO).

Ciò interviene pesantemente nel processo decisionale
del soggetto
(“Io non voglio ingrassare, anzi voglio dimagrire : so benissimo COSA dovrei fare per raggiungere il mio traguardo!”).

Tuttavia in alcune persone
(spesso con un retroterra malinconico o depresso che solo un dietologo esperto potrebbe ridurre),
a lungo andare la ricerca e l’utilizzo del cibo stimolatore
produce una DIPENDENZA
sebbene ciò comporti per il soggetto l’ABDICAZIONE del suo RAGIONAMENTO LOGICO.
BH89

Poiché la ricerca dell’uomo è la felicità, è difficile rinunciare a qualcosa che dona piacere, sebbene ci sia un prezzo da pagare!

La paziente da sola può ribaltare tutto ciò?

Non credo: se fosse possibile, sarebbe già guarita da un pezzo: senza un terapeuta che abbia esperienza in queste patologie e disponga di un programma collaudato e vincente.
I sogni non diventeranno mai realtà.
 

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