| Introduzione |
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I Disturbi Alimentari Psicogeni (D.A.P.) costituiscono un gruppo eterogeneo di comportamenti alimentari anomali.
Elemento centrale del quadro è la perdita di controllo alimentare, durante la quale il soggetto dimentica tutte le buone intenzioni e mangia compulsivamente, spinto da nervosismo e insoddisfazione di sé. La pressione sociale per la magrezza a tutti costi presente sui media (TV, giornali femminili) è la causa della Dismorfobia, ossia la repulsione per le proprie forme corporee, dovuta ad una visione distorta del proprio aspetto fisico (peso e fattezze fisiche) causata da un’eccessiva preoccupazione per la propria immagine ( in altre parole queste pazienti si vedono più grasse e più brutte di quanto non lo siano nella realtà). Una domanda sorge spontanea: L’unica soluzione possibile è perdere peso velocemente nei centri di dimagramento selvaggi
ove la ciarlataneria non ha limiti, con massaggi o diete drastiche, non importa se squilibrate, purché diano risultati velocemente. Gli effetti psicologici delle restrizioni alimentari brutali sono sotto gli occhi di tutti:
Percentuale di trattamento
La percentuale delle ragazze anoressiche in cura è abbastanza elevata: l’adesione al programma è altalenante, esse sono comunque seguite da un terapeuta o da un’equipe. L’80% delle ragazze affette da bulimia non è in trattamento e soffre in silenzio, di nascosto. I soggetti affetti da Binge Eating Disorder sono raramente riconosciuti come tali: vengono erroneamente confusi con le altre persone sovrappeso o obese; i test che permettono una diagnosi non sono alla portata di ogni terapeuta e pochi hanno intenzione di prenderli in cura. Esistono pochi dietologi esperti in questa patologia e spesso i loro studi sono ubicati lontano dall’abitazione dei soggetti affetti
Binge Eating Disorder Di fronte al termine abbuffata le persone si spaventano rifiutando energicamente di esserne affette : si assolvono.
Niente di più sbagliato: negare la realtà può fare comodo, farci sentire meglio ma la diagnosi di pone senza scampo quando, volendo dimagrire si mangia fuori dai pasti cibi calorici più di due volte alla settimana. Non guardare in faccia all’evidenza farà solo soffrire per l’incapacità di soddisfare il desiderio di avere un corpo diverso ed un peso accettabile. E’ necessario fare una premessa: C’è abbuffata ed abbuffata. Un episodio in cui si introducono quantità consistenti di alimenti può succedere a chiunque, spesso dopo frustrazioni, litigi, rabbia, ansia, malinconia, depressione. Ma se tale modalità si ripete frequentemente, quasi un’ abitudine, è segnale di problematiche psicologiche complesse e la diagnosi è : mangiare in maniera compulsiva, ossia essere affetta da Disturbo del Comportamento Alimentare. Poiché nel soggetto obeso è difficile distinguere Significativi episodi di abbuffate sembrano affliggereTale comportamento va distinto dalla bulimia, la quale generalmente è seguita da episodi di compenso (vomito autoindotto, uso di lassativi, esagerata attività fisica). Colpisce spesso le obese ma anche le normopeso (il peso non è un criterio diagnostico) e si manifesta con crisi di Alimentazione incontrollata. La binge eater, quando perde il controllo su cosa e quanto mangia, ha deciso che la sua giornata è oramai “compromessa”, per cui si concede altri strappi alla regola. Tale quadro è caratterizzato dalla regolare presenza di due o più giorni alla settimana di introduzione incontrollata di cibo. (il soggetto vorrebbe limitarsi ad un piccolo assaggio o limitare il numero di pezzi di cibo, ma non riesce ed eccede pur non volendo arrivare a tanto). “Quando qualcosa mi preoccupa cerco di sfuggirla ...mangiando! Il cibo è un modo per sfuggire le problematiche della vita, qualsiasi esse siano. BLOCCO DELLE EMOZIONI: le piccole ma ripetute PERDITE DI CONTROLLO sul cibo allontanano da stati emotivi intollerabili come l’ANSIA, la RABBIA o più semplicemente una vaga MALINCONIA di fondo. “Non riesco a tollerare questo stato emotivo, così blocco l’emozione mangiando”. Il soggetto vede solo gli aspetti positivi del cibo introdotto
a breve termine ( eliminazione dell’ansia o del nervosismo) e non gli effetti negativi a lungo termine. Si concentra solo sull’IMMEDIATO e non sul DOPO. Spesso la storia di queste pazienti è caratterizzata Più la dieta è ferrea e ipocalorica, più facilmente eccedono in crisi compulsive con un circolo vizioso inarrestabile.
Ci sono valide ragioni per supporre che proprio seguire delle diete drastiche (che promettono dimagramenti eclatanti) giochi un ruolo chiave
la persona può sentirsi brutta, ripugnante, rifiutata, e produce stati d’animo negativi come
ansia, tristezza, rabbia. Il grasso diventa uno scudo e il sovrappeso una rassegnazione. Ma l’ambiente di studio o di lavoro è competitivo e sa essere spietato nei giudizi, con l’emarginazione e lo scherno. Essere magra, carina, in forma diventa l’unica chance per riscattarsi, farsi giudicare positivamente ed accettare. La mercificazione del corpo femminile crea ubbidienza ai dettami della moda ; ecco il ricorso esasperato al miracolo promesso da estetiste e profumerie: la crema prodigiosa, il centro estetico alla moda, la dieta sorprendente. SBAGLIATO. Sono il burqua che incatenerà sempre di più queste pazienti all’insuccesso ed alla disperazione. |





