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Quale medico e quale trattamento?
Per una paziente affetta da Binge Eating Disorder
(un comportamento patologico caratterizzato da due componenti: desiderio di dimagrire e da contemporanei, ricorrenti episodi di perdite di controllo sul cibo, dovuti a nervosismo, emotività, noia, malinconia, solitudine, uno stile di vita poco gratificante, senza metodi di compenso) due sono gli aspetti difficili da affrontare:
Si spaventa, si assolve.
LA TERAPIAAbbiamo già visto come un periodo di diete più o meno ipocaloriche precede l’inizio delle perdite di controllo.
E’ possibile che per alcuni soggetti sovrappeso lo stile medico tradizionale, direttivo possa inizialmente funzionare per uno stato di soggezione, ma per quanto tempo? E’ IMPOSSIBILE, essendo affetta da un Disturbo Alimentare,
affidarsi a ordini e privazioni ed accettare, senza fiatare, grammi, porzioni minute, rinunce. Il dietologo più che un giudice o un carabiniere, deve essere un consulente, un alleato che gioca per la paziente. Il Dietologo deve coinvolgere, condividere le decisioni,
i tempi e la lunghezza dei passi da attuare non fornire rigidi pasti e grammature. Esiste una terapia specifica per questa patologia, studiata e testata
con migliaia di pazienti. Il successo della terapia è legato alla capacità dello Specialista di diluire nel tempo i cambiamenti, proponendo passi con obiettivi intermedi in vista di quello finale: così facendo la depressione, la sfiducia nelle proprie capacità di modificare il proprio stile di vita diminuiscono. Il trattamento di elezione che ha dato i migliori risultati
in tutti i paesi del mondo è la terapia cognitivo-comportamentale adattata a questa problematica. I risultati fallimentari dell’approccio tradizionale (ahimè seguito dalla maggioranza dei terapeuti) lo confermano. E’ devastante, come possono confermare coloro che lo hanno provato ed hanno sperimentato l’insuccesso e l’ennesima frustrazione della dieta nella cura del Binge Eating Disorders. Ad una persona dedita a perdite di controllo sul cibo fornire restrizioni e grammature rigide la spinge velocemente in crisi e quindi all’abbuffata! La terapia collaudata e vincente rifiuta categoricamente l’utilizzo di una procedura fondata solamente sulla restrizione. Personalmente da 15 anni curo nel mio ambulatorio e con la terapia a distanza tramite internet (vedi filmati : Terapia On Line a distanza e Ebook di Auto Aiuto Guidato) migliaia di pazienti con risultati eccellenti. Gli esiti positivi mi danno ragione. La terapia, SPECIFICA per i Disturbi Alimentari, deve ristrutturare la dissonanza cognitiva (già spiegata nel capitolo Definizione) e rompere la dipendenza L’obiettivo primario è la progressiva
riduzione delle perdite di controllo sul cibo fino alla loro cessazione: è regola che la loro frequenza si riduce fin dall’inizio. La terapia è divisa in fasi, successiva l’una all’altra, ciascuna fondata su una serie di interventi specifici in grado di minare gli aspetti cognitivi del disturbo. La riduzione delle perdite di controllo ha un effetto antidepressivo, migliora l’umore, favorisce un buon controllo sul cibo, riduce il nervosismo e l’ansia. Lo Specialista che cura questo disturbo deve possedere :
Il primo incontro terapeutico è focalizzato sul paziente, sui suoi disturbi, sul grado di sofferenza, sulle tentate soluzioni.
Successivamente, si procede alla terapia vera e propria. Il coinvolgimento attivo del paziente alla terapia e alle decisioni comportamentali è indispensabile per la riuscita della cura. Grazie all’uso di test e questionari deve far emergere i problemi psicologici e sociali legati alle abbuffate compulsive: la relazione tra questi e le perdite di controllo non sono sempre di facile lettura. Le preoccupazioni, le insoddisfazioni che scatenano le abbuffate devono essere oggetto di dialogo nel corso della terapia:
il medico deve aiutare il paziente a far emergere i suoi sentimenti problematici, il più delle volte repressi, sepolti sotto una facciata di silenzio e controllo:
Le abbuffate e l’aumento di peso sono solo la parte emergente dell’iceberg.
Sotto il pelo dell’acqua c’è una struttura complessa di sentimenti, emozioni, desideri intricati tra loro che costituiscono il tessuto del disturbo del comportamento alimentare. Aiutare il paziente a uscirne e a rivivere la sua vita in piena libertà è l’aspetto più bello della professione per un dietologo. |





