Binge Eating Disorders
QUALE MEDICO E QUALE TRATTAMENTO ?
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Per un paziente affetto da Binge eating disorder l’aspetto più difficile da affrontare è : la confessione del proprio disturbo al terapeuta.
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Il quale talvolta ascolta in modo distaccato e impersonale e, senza dimostrare il minimo di empatia alla sofferenza, si limita alla banale prescrizione dietologica, dimostrando di non avere presente la patologia in questione.
Infatti la terapia del disturbo non è sicuramente una dieta ! Abbiamo già visto come un periodo di diete più o meno ipocaloriche precede l’inizio delle abbuffate |
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E’ possibile che per alcuni soggetti sovrappeso lo stile medico tradizionale, direttivo possa funzionare per uno stato di soggezione, ma per quanto tempo? |
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E’ difficile affidarsi alle decisioni di altri ed accettare, senza fiatare, privazioni, ordini, rinunce.
A mio parere il dietologo più che un giudice o un carabiniere , deve essere un consulente, un alleato che gioca con lui e per lui. |
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La terapia deve essere fatta con il paziente, che sarà coinvolto, condividendo le decisioni, i tempi e la lunghezza dei passi da attuare. Il successo della terapia è legato alla capacità del dietologo di diluire nel tempo i cambiamenti, proponendo piccoli passi con obiettivi intermedi in vista di quello finale : la depressione, la sfiducia nelle proprie capacità di modificare il proprio stile di vita diminuiscono.
In questo cammino a tappe il dietologo non deve correre, né tirare il paziente : deve solo controllare che la direzione sia corretta. |
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Il trattamento di elezione che ha dato i migliori risultati in tutti i paesi del mondo è la terapia cognitivo-comportamentale. Con questo approccio si ha un immediato miglioramento e la guarigione è possibile.
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L’obiettivo primario è la progressiva riduzione delle abbuffate fino alla loro cessazione : spesso la loro dipendenza si interrompe fin dall’inizio, a volte vi si arriva più lentamente .
La terapia è divisa in sei fasi, successiva l’una all’altra, ciascuna fondata su una serie di interventi specifici in grado di minare gli aspetti cognitivi del disturbo. |
La riduzione delle abbuffate ha un effetto antidepressivo, migliora l’umore, favorisce il controllo del cibo, riduce il nervosismo e l’ansia.
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Lo Specialista che cura questo disturbo deve possedere :
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Il primo incontro terapeutico è focalizzato sul paziente, sui suoi disturbi, sul grado di sofferenza, sulle tentate soluzioni. Successivamente si indagherà sulle modalità delle abbuffate, sui fattori scatenanti e sulle sue conseguenze psicologiche . Il coinvolgimento attivo del paziente alla terapia e alle decisioni comportamentali è indispensabile per la riuscita della cura : il dietologo, annullando le distanze, deve permettere al binge eater di manifestare il suo tormento interiore per comprendere gli starters che conducono all’episodio bulimico.
Grazie all’uso di test e questionari deve far emergere i problemi psicologici e sociali legati alle abbuffate compulsive : la relazione tra questi e le perdite di controllo non sono sempre di facile lettura . |
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Le preoccupazioni, le insoddisfazioni scatenano le abbuffate devono essere oggetto di dialogo nel corso della terapia : il medico deve aiutare il paziente a far emergere i suoi sentimenti problematici, il più delle volte repressi, sepolti sotto una facciata di silenzio e controllo :
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Le abbuffate e l’aumento di peso sono solo la parte emergente dell’iceberg. Sotto il pelo dell’acqua c’è una struttura complessa di sentimenti, emozioni, desideri intricati tra loro che costituiscono il tessuto del disturbo del comportamento alimentare.
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Aiutare il paziente a uscirne e a rivivere la sua vita in piena libertà è l’aspetto più bello della professione per un dietologo.
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Lanfranco Roviglio - Medico chirurgo - Specialista in Dietologia in Saronno (Va) - Tel. 02 9605083
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