Terapia per i Disturbi del Comportamento Alimentare

Terapia Binge Eating Disorder

Come ogni altro disturbo alimentare la sua gravità può essere variabile, ma è il comportamento che incide sulla patologia.

È caratterizzato da episodi frequenti di perdita di controllo del cibo senza avere fame per vincere sentimenti negativi come l’ansia, la malinconia, l’irritabilità.

La persona non ricorre a metodi di compenso (vomito, uso di lassativi) e facilmente aumenta di peso; ragion per cui è colta da sensi di colpa.

Il Binge Eating Disorder è una patologia complessa che non può essere affrontata con una semplice dieta dimagrante.

La terapia Cognitivo Comportamentale ha dato prova di efficacia nel suo trattamento se associata alla Programmazione Neuro Linguistica e al Colloquio Motivazionale.

L’approccio vincente si focalizza sugli aspetti emotivi (bassa autostima, impulsività, problemi interpersonali, rimuginazione) che spingono il paziente a mangiare eccessivamente nonostante desideri dimagrire.

Fondamentale è la presa di coscienza dei comportamenti scorretti che avviene gradualmente grazie al diario alimentare, strumento efficace che obbliga a considerare ogni scelta alimentare, la frequenza e la quantità del cibo ingerito, il numero e l’irregolarità dei pasti.

“L’automonitoraggio guidato” aiuta lo Specialista a curare i comportamenti alimentari automatici scorretti responsabili delle perdite di controllo attraverso una terapia individuale, personalizzata e impostata sui vissuti del singolo paziente.

La remissione dei sintomi invalidanti avviene in modo graduale: il paziente supera la sua ambivalenza (voglio dimagrire, ma mangio) ed instaura un rapporto corretto col cibo.


Terapia per la Bulimia Nervosa

La bulimia nervosa è caratterizzata da abbuffate ricorrenti ed incontrollabili che inducono la persona (dai 13 ai 20 anni) ad introdurre grandi quantità di cibo, seguite da condotte di eliminazione come il vomito, il digiuno, l’abuso di lassativi o l’esercizio fisico compulsivo.

La terapia deve affrontare le seguenti problematiche:

  • alterazione dell’immagine corporea: la persona si vede più in sovrappeso rispetto alla realtà ed ambisce ad un peso esageratamente contenuto
  • perfezionismo fisico: desiderio di perdere peso velocemente ricorrendo a periodi di diete ristrette e liquide, digiuno
  • crisi di tensione ed ansia incontrollabili che vengono alleviate con l’introduzione di cibo altamente calorico - incapacità di resistere all’impulso improvviso di abbuffarsi
  • alterata interpretazione della realtà: la fame viene confusa con l’appetito

Per curare la malattia la strategia ottimale è multi direzionale.

Nucleo centrale è la Terapia Cognitivo Comportamentale adattata alla complessa sintomatologia giovanile.

L’automonitoraggio alimentare è la base per iniziare un trattamento il cui obiettivo primario è demolire il mito del cibo come unica soluzione dell’ansia e insegnare al paziente a riconoscere il legame tra eventi della vita e l’incontenibile desiderio di mangiare.

L’utilizzo della terapia paradossale modifica la frequenza dei pasti e cancella il calcolo ossessivo delle calorie assunte.

Con l’aiuto dello Specialista il paziente individua le proprie alternative atte a ridurre l’ansia e la depressione.

E’ necessario scollegare l’importanza ossessiva data al peso e alle forme corporee come unico metodo di autostima anche grazie a tecniche di rilassamento e a messaggi subliminali.

Una volta ottenuta la remissione dei sintomi la frequenza degli incontri si riduce gradualmente con l’utilizzo di tecniche finalizzate a prevenire eventuali ricadute ed assicurare il mantenimento del nuovo status quo.